What war is this?
di luca, 05-mar-2009, cat. web
Ho iniziato a leggere con interesse l’articolo War is (not) over di Carlo Piana, membro MiLUG nonché avvocato di FSF ed FSF Europe, ma sinceramente una volta giunto alla fine mi è rimasta un po’ la classica sensazione di “so what?”
Provo a spiegarmi. Si parla delle vicissitudini tra Microsoft Corp. e Commissione Europea, e Carlo fa riferimento a due articoli di Mitchell Baker e Georg Greve, che vi consiglio caldamente di leggere.
Un sacco di cose belle e giuste sono state scritte, ma come da mie salmonesche abitudini non posso che prendere spunto dalla questione per andare controcorrente e pensare in altre direzioni.
War is not over, la guerra non è finita. Ma di che guerra parliamo? Conosciamo il nemico, Microsoft. Conosciamo il campo di battaglia, il mondo dei browser. Ma per cosa si sta lottando veramente?
Si parla di abuso di posizione dominante. La posizione dominante, beh, c’è e ce la teniamo: IE è preinstallato sul 100% dei sistemi Windows venduti, e Windows è preinstallato sulla stragrande maggioranza dei computer venduti. Tornerò su questo tra poco.
Abuso. L’abuso (o mancanza di) è già una questione più delicata.
- Microsoft Windows è l’unica piattaforma ad avere, attualmente, una versione nativa di tutti e 5 i principali browser in circolazione (Chrome, Firefox, Internet Explorer, Opera, Safari).
- Qualsiasi sia il vostro hardware e software, vi ritroverete sempre un browser preinstallato, ed avrete sempre almeno una alternativa FLOSS a distanza di un click. Non mi risultano barriere all’adozione di un browser alternativo.
- Si sa che IE non è né il browser più veloce, né il più avanzato od estendibile, né quello con l’interfaccia più pulita e semplice, e sappiamo anche che non è quello più aderente agli standard. Ma è innegabile che il trend sia in positivo anziché in negativo, ci sono test oggettivi che lo misurano.
Si possono dire molte cose sul passato e sulla situazione attuale, ma non mi sento di dire che si stiano approfittando volontariamente della posizione in modi scorretti. Sicuramente, visto il passato, potrebbero darsi da fare un po’ di più per recuperare più velocemente, ma questo è un altro discorso.
Uno dei maggiori problemi che si sentono in giro sono i famosi siti “che funzionano bene solo in Internet Explorer”. Sono convinto che questo trend sia decisamente in calo per una serie di motivi, ed infatti i siti e le web application non compatibili con Firefox (ad esempio) sono ormai pochissimi. Il problema si è semmai spostato dagli utenti ai web developer, che sono costretti a lavorare di più per supportare sia i browser “normali” sia IE. Perché dal punto di vista delle tecnologie web ormai è IE ad essere indietro ed inseguire gli altri, già da tempo, mentre il proliferare dei dispositivi mobile ha fortunatamente messo un freno a layout pesanti, fuori standard, ed alla nauseante onnipresenza di contenuti Flash.
Questa situazione è figlia principalmente dell’ubiquità del browser Microsoft, il che a sua volta è dovuto al fatto che è il browser preinstallato nel sistema operativo preinstallato sulla maggior parte dei pc venduti. Siamo sicuri che il problema stia ancora nel browser? Si, quel coso che troviamo gratis sul pc e di cui abbiamo diverse alternative altrettanto gratuite, con diversi livelli di softwareliberismo (virtuosismo linguistico)? Non è che il vero problema del mondo web è in realtà dovuto alla politica “OEM” che, qui si che è il caso di dirlo, impone al mercato il perseverare della posizione dominante?
Io non sono sicuramente competente in materia legalese ma se mi si chiedesse “come ci stanno fregando?” risponderei prontamente che il problema sta nelle installazioni cosiddete “OEM”, o meglio alla politica economica che c’è dietro. Ma non mi dilungherò oltre su questo punto per non divagare dall’argomento di partenza: i browser.
Una volta sceglievi un browser in base a cosa ti consentiva di fare: uno visualizzava correttamente tutti i siti, l’altro era l’unica scelta disponibile sul tuo sistema operativo, l’altro ancora era l’unico a girare sul tuo hardware datato, e via dicendo. Oggi, mi pare, il browser si sceglie in base a come fa le cose che fa: più velocemente, o con un’interfaccia più semplice, o con maggiore estensibilità, etc…
Che finalmente il browser sia diventato una commodity affermata e più o meno standard? Di sicuro finalmente l’utente ha diverse scelte e tutte funzionanti! Ora manca solo che l’industria del web in generale rispetti un po’ di più il lavoro che, nel bene o nel male, il W3 Consortium cerca di fare al suo meglio. Sembra che la strada sia effettivamente questa e magari, tra una o due “major release” dei principali browser, potremo effettivamente scrivere contenuti ed applicazioni web che si possano fruire identicamente su tutte le piattaforme software. Senza ottimizzarle per N casi specifici, intendo
Si, ci sono alcuni casi particolari in cui non c’è ancora questa ubiquità. Vedi ad esempio Silverlight o il già citato Flash. Ma qui le scelte sono di chi sviluppa il web, non il browser – tant’è vero che sono componenti tecnicamente separati dal browser stesso.
Concludendo:
- il caso MS / Commissione Europea è molto importante per una questione di principi ed è giusto che venga portato avanti
- tanto di cappello alla FSF / FSFE e tutti gli altri che si mettono d’impegno in queste cose (basta ricordare il caso Samba)
- su un piano più squisitamente pratico, non mi pare che sussistano ancora segnali di comportamenti evil, finalmente anche IE sta puntando verso un più corretto rispetto degli standard web
- Flash, con il suo concorrente Silverlight, era e rimane una tecnologia più abusata che usata. Non va buttata via, ma non va confusa con il web propriamente detto
- se producete qualcosa per il web, resistete alla tentazione di ottimizzarlo per software difettosi, seguite in modo preciso e puntuale gli standard
- se siete normali utenti del web, sappiate che avete diverse alternative per usarlo! Provate i vari browser e scegliete da voi quello che preferite; non limitatevi a quel che trovate preinstallato
marzo 5th, 2009 on 15:21
Caro Luca,
in parte cogli nel segno, e condivido in larga parte quello che dici. Ma la tua premessa logica, ovvero che il browser sia una commodity e che chiunque è libero di scegliere non è corretta.
Io e te, e centinaia d’altri come noi hanno veramente scelta. Molti di più invece non hanno scelta perché:
a) vi sono ancora oggi siti che non funzionano senza IE, prova ad esempio http://www.ebmt.org e vai su registry;
b) in ambiente corporate ti becchi solo e soltanto quello che c’è preinstallato: molti mi dicono “sì, a casa ho Firefox, Openoffice.org, Thunderbird, ma al lavoro devo usare…”;
c) molti non sanno neppure cosa sia un browser. L’abuso di posizione dominante c’è anche se non ha intenti monopolistici.
Il fatto che tizio debba programmare il suo sito per il web E per IE, non è una colossale perdita di tempo? Perché invece di dover inseguire l’operatore principale, non succede come in tutti i campi dove c’è concorrenza effettiva, ovvero che c’è una convergenza in cui tutti si muovono verso un risultato comune?
Da ultimo parli di Silverlight. Siamo sicuri che si tratti di una buona cosa? Un’altra tecnologia nelle mani esclusive di chi è in grado di imporla al mercato non perché è meglio di altre, ma perché il mercato deve prenderla, volente o nolente? Mi dirai: ma Silverlight è multipiattaforma. Sì, c’è la versione per MacOSX, ma per quanto? Ti ricordo che c’era la versione per Mac anche di Explorer, ma siccome funzionava troppo meglio di quella per Windows, hanno dissolto il team.
E intanto la RAI è passata a Silverlight…
marzo 5th, 2009 on 17:08
Purtroppo è vero che in ambiente corporate (vedi la maggior parte delle Intranet sopratutto delle grosse aziende) nessuno ha scelta, c’è windows preinstallato con una sfilza di pacchetti standard su tutte le macchine, senza nè la possibilità di installare altro nè quella addirittura di cambiare le impostazioni e i plugins del browser stesso.
Silverlight può essere una buona cosa come lo è flash (nonostante la maggior parte delle volte venga utilizzato male), dipende solo da come Microsoft gestirà la cosa.
Purtroppo sappiamo che probabilmente la gestirà male, totalmente a suo vantaggio e per soffocare gli altri.
C’è anche da dire che prima che gli ambienti corporate si adattino alle nuove tecnologie passerà un bel pò di tempo e questo succede continuamente, ergo, prima di avere una situazione stabile bisognerà aspettare anni, sempre che sia mai possibile.
marzo 5th, 2009 on 18:36
Carlo, lino, grazie dei vostri interventi.
Si, ci sono siti ancora incompatibili, non è che siano a 0. Ma dalle mie modeste osservazioni (non studi scientifici ed organizzati, solo la mia personalissima esperienza) sono in calo.
La parte degli utenti corporate, perdonatemi ma proprio non posso sentirla. Se il dipendente di un’azienda deve vestirsi in un certo modo, lavorare in un certo modo, o usare certi software, non è e non deve essere un problema del mondo esterno. L’utente “corporate” (inteso come l’insieme di tutta la struttura) è e rimane un utente del web che fa le sue scelte su cosa usare e cosa no. Se poi queste scelte non vanno bene al signor Rossi che lavora nella megaditta, è un problema di carattere completamente diverso.
Lo stesso dicasi per quello che “non sa cos’è un browser”. Più che dargliene uno preinstallato e funzionante, ed offrirgli diverse alternative libere, gratuite, a portata di un click, non vedo che altro ci sia da fare. Il web non è responsabile dei casi di PEBKAC.
Silverlight l’ho voluto citare solo per “par condicio” avendo citato Flash. Come prodotto specifico, è l’ovvia risposta di MS a Flash (me la sarei aspettata anche prima, sinceramente). Come tecnologia in generale sono entrambi cose che aumentano le possibilità tecniche, il problema è che nel 99% dei casi sono usati fuori luogo. L’importante è non tentare di usarli al posto del web publishing normale, ma solo come “contorno” (per funzione estetica) o come funzionalità aggiuntive (l’assenza delle quali non precluda però l’accesso al contenuto).
Mi aspetto che Microsoft voglia imporre il più possibile Silverlight, questo garantisce che rimarrà multipiattaforma… idealmente dovrebbero spingerlo su qualsiasi architettura supportata da Flash.
Quanto ai web developers, come ho scritto il futuro promette di essere migliore del presente (con tutti i browser che saranno più allineati agli standard del W3C); resta da vedere se le promesse saranno mantenute…